CAPITOLIVM CONSERVAZIONE RESTAURO - Restauro Opere d'Arte

Roma
Palazzo Valentini
Statue di epoca romana

Statue di epoca romana: Portico di Palazzo Valentini, veduta d'insieme delle statue dopo il restauro.
Portico di Palazzo Valentini, veduta d'insieme delle statue dopo il restauro.
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Statue di epoca romana:Portico di Palazzo Valentini, veduta d'insieme delle statue dopo il restauro.
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Statue di epoca romana:Afrodite Valentini dopo il restauro.
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Statue di epoca romana:Caracalla dopo il restauro.
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Statue di epoca romana:Marco Aurelio dopo il restauro.
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Statue di epoca romana:Pertinace dopo il restauro.
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Statue di epoca romana:particolare di un test di pulitura.
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Statue di epoca romana:stato conservativo della testa Prima del restauro.
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Statue di epoca romana:testa di Caracalla dopo il restauro.
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Statue di epoca romana:Pertinace durante il restauro, tassello di sporco.


La Storia

Afrodite Valentini - prima età imperiale. La scultura marmorea, nota da sempre come Afrodite, rappresenta una figura di divinità femminile che, nel tempo, l’aggiunta arbitraria delle braccia con crotali ha trasformato in una danzatrice. Di questo tipo statuario se ne conoscono numerose varianti e repliche probabilmente riferibili ad un archetipo forse bronzeo risalente al 420 a.C., delle quali la più nota è la Hera Borghese nella Glittoteca di Copenaghen. Marco Aurelio - inizi III secolo d.C.Personaggio virile loricato con testa ritratto riferibile all’imperatore Marco Aurelio, nota da molti esemplari. Sebbene la pertinenza della testa alla scultura non sia pienamente dimostrabile, particolari decorativi della lorica istituiscono stringenti confronti della statua con quella di Marco Aurelio da Palazzo Giustiniani alla Ny Carlsberg Gliptotek di Copenhagen, tanto da poter pensare ad un ritratto ufficiale dell’imperatore, ripetuto in molti esemplari il cui capostipite può essere considerato quello di Copenhagen. Pertinace - Il tipo statuario è riferibile a quello del cosiddetto Hermes di Andros, creazione attribuibile alla metà del IV secolo a.C. e di cui esistono numerose repliche, molto utilizzato in epoca romana per la rappresentazione di personaggi di rango in forma eroizzata o divinizzata. La testa originaria, scomparsa e sostituita dall’attuale di fattura più moderna, doveva rappresentare Hermes pensieroso. Caracalla - Statua di personaggio virile ignudo, paludato in un‘ampia clamide e poggiante su di un plinto moderno che reca l’iscrizione CARACALLA. Di restauro sono il braccio destro, la mano sinistra, l’addome, parte inferiore del tronco di sostegno.

Il Restauro

Le quattro statue romane conservate nel cortile di Palazzo Valentini appartenenti al patrimonio archeologico della Provincia di Roma, sono state oggetto di un intervento di restauro prima della loro nuova collocazione al di sotto del porticato d’ingresso del palazzo. Il restauro è stato preceduto da una fase preliminare di documentazione grafica e fotografica dello stato conservativo delle opere e da indagini mineralogico – petrografiche finalizzate alla caratterizzazione dei diversi litotipi utilizzati. Inoltre considerate le precarie e critiche condizioni statiche riscontrate nel corso delle movimentazioni di alcune delle sculture, è stata effettuata un’attenta ricognizione di tipo strutturale su ciascuna opera, con la messa a punto di precise procedure d’intervento. Nel tempo le statue sono state sottoposte a diversi restauri e rifacimenti tanto che attualmente risultano tutte costituite da più parti marmoree e da aggiunte a volte non pertinenti (ad esempio i cembali per la figura di Afrodite, o tutte le teste) che ne hanno modificato o stravolto l’originaria iconografia. Ciascuna scultura era caratterizzata da una propria storia conservativa. Le analogie riscontrabili erano nella comune presenza di vistose colature di colore scuro che attraversavano per intero le figure alterandone notevolmente la lettura e nel maggior degrado dei lati destro di Marco Aurelio e dell’Afrodite e sinistro di Caracalla e Pertinace imputabile all’esposizione delle sculture alle particolari condizioni microclimatiche presenti nel cortile con preferenziali correnti d’aria da sud–est verso nord–ovest. Inoltre nel corso di un recente intervento di restauro tutte le adesioni presenti tra le diverse parti costitutive delle statue di Caracalla, Pertinace e Afrodite erano state compiute con moderne resine epossidiche, eliminando gli eventuali residui di adesivi antichi. Le metodologie adottate per la pulitura delle superfici delle sculture sono state controllate mediante l’effettuazione di misure colorimetriche a cura dell’Università “La Sapienza” di Roma (Corso di Scienze applicate alla diagnostica e alla conservazione dei beni culturali) su tests di pulitura realizzati su ciascuna statua. La collocazione attuale delle quattro statue sotto il portico d’ingresso costituisce un’importante garanzia alla loro conservazione e un rilevante contributo alla loro valorizzazione, dato che nella precedente collocazione risultavano dimensionalmente troppo ridotte per l’ampio basamento e l’esteso spazio del cortile.

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